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VIDEO NO ALLA GUERRA

Il flashmob materializza le discussioni degli alunni sulla guerra, sulla facilità di fare la guerra o la pace e sulle emozioni all’alba di quella Russia-Ucraina; è il bisogno dei bimbi di far sentire le loro ragioni ai grandi sull’inutilità di tutte le guerre che “non risolvono niente, inquinano l’ambiente e distruggono i bambini e le loro società”. L’agghiacciante risposta “bisogna giocare, ma non alla guerra o a guardia e ladri ché così crei il cattivo” dei bimbi della primaria alla domanda sulle azioni educative utili a creare “società in pace” è la ragione del riadattamento della canzone di De Andrè da parte dell’orchestra della scuola. Il flashmob rientra nel discorso di educazione alla pace e integrazione tra i popoli e sensibilizzazione contro ogni forma di odio, violenza o prevaricazione (ob. 10-16 Agenda 2030 e artt. 2-3-6-8-9-21 Costituzione Italiana) portato avanti da anni nella scuola. Le attività laboratoriali (problem posing e solving, thinkering, cooperative learning) a classi aperte in verticale hanno permesso anche lo studio della migrazione legata alle guerre e al degrado ambientale e della disponibilità di risorse e guerre correlate.

Lavoro coordinato dai docenti Peluso AL, Uliveto Anna, Striano M, Palumbo M, Giacco G, Morelli A, De Rosa G, Rega C