Concorsi e Premi

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Il premio concorso nazionale di scrittura creativa “Fiabe e Favole liberi di volare” indetto dall’associazione FOR CHILDERcon il patrocinio della regione Campania e del MIUR assegnato all’alunno MARIO GERMINO classe I B con il testo “Il Gatto e la Volpe” si aggiunge ai precedenti riconoscimenti ottenuti in quest’ambito dagli alunni del corso B impegnati da anni in attività linguistico-comunicative di orientamento creativo e fantastico. Sollecitare competenze che rimandono alla carica emozionale e affettiva , proprio attraverso la parola scritta analizzata, manipolata, rivissuta e trasformata ogni volta a seconda dello specifico contesto di apprendimento. E’ infatti l’intento che si prefigge di raggiungere con i suoi alunni il corso B già assegnatario nel 2005 del premio nazionale Fantasilandia e oggi del premio nazionale “Pinocchio, una storia da ascoltare, vedere, raccontare”

Il gatto e i suoi amici

Un giorno due animali, un gatto e una capra, si recarono a scuola. Proprio in quel giorno, il loro professore Lorenz disse loro: - Ragazzi, oggi dobbiamo fare il compito di matematica.
Il gatto, sentendo il professore, cominciò a preoccuparsi, perché, come sempre non era preparato per il compito. Infatti si ricordò del mese precedente, quando dovette svolgere l’ennesimo compito e non era preparato e di conseguenza sbagliò tutto.
Il gatto, ovviamente, non volle ripetere l’errore che aveva commesso tempo prima. Chiese aiuto alla capra, che era la più intelligente della classe e lei non accettò, perché così non lo avrebbe aiutato a crescere. Il gatto era disperato e non sapeva cosa fare. Ma il tempo passò ed arrivò il momento di consegnare il compito, ma il gatto non era riuscito a svolgere nemmeno un esercizio. Di conseguenza, prese un brutto voto. Quando tornò a casa, i genitori si arrabbiarono con lui, ma egli umilmente ammise di non essersi preparato.
Il giorno seguente, il gatto, quando uscì da scuola insieme alla capra, incontrò un ragazzo di nome Maurizio. Quando si presentarono, fecero subito amicizia e gli raccontò dell’accaduto del giorno passato, quando aveva dovuto svolgere il compito. Maurizio, dopo aver sentito l’accaduto, si raccomandò con lui dicendogli che quando avrebbe dovuto affrontare il prossimo compito, avrebbe fatto bene a prepararsi. Il gatto credette molto a quelle parole, anche se per lui la scuola non contava molto nella vita.
Il mese successivo, il professore Lorenz disse al gatto:- Gatto, domani ci sarà il compito in classe, mi raccomando preparati! Il gatto si ricordò che le stesse identiche parole le aveva pronunciate il suo amico Maurizio, e pensò che se avesse ripetuto, il professore e la sua famiglia sarebbero stati fieri di lui e si sarebbe costruito un futuro senz’altro migliore.
Così quando arrivò a casa, decise di ripetersi tutti gli argomenti di matematica affrontati nel corso dell’anno. Stette ore e ore con gli occhi puntati sui libri.
La sera tardi, finalmente, finì di ripetere e, stanco morto, andò a letto e in men che non si dica si addormentò.
La mattina dopo, arrivò in classe e, dopo che il professore Lorenz ebbe consegnato i quesiti, subito iniziò il lavoro. Con molta calma affrontava, senza avere nessuna difficoltà, un esercizio dopo l’altro e così consegnò il compito anche in anticipo. Il professore si meravigliò e dopo averlo corretto disse al gatto che avrebbe avuto il massimo dei voti. Il gatto fu contentissimo, si diede alla pazza gioia e quando i suoi genitori seppero la notizia furono fieri di lui. E così il gatto scoprì quanto fosse importante la scuola, aveva imparato dai suoi amici perché “Sbagliando si impara”.

Mario Germino (I B)